Prestito INPDAP 2018: Novità e come richiederlo

Il prestito INPDAP (o meglio ex INPDAP) è una tipologia di finanziamento o prestito erogato a tutti i dipendenti e pensionati del settore pubblico.
In realtà si parla appunto di ex INPDAP in quanto, con decorrenza 1 gennaio 2012, l’INPDAP (acronimo di Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) venisse soppresso e che tutte le funzioni passassero sotto il controllo di INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale).

Come funziona il Prestito INPDAP: chi può richiederlo?

I prestiti INPDAP erogati a dipendenti e pensionati pubblici sono caratterizzati da un tasso di interesse assai agevolato e dalla possibilità di restituire il prestito con la cessione del quinto. La cessione del quinto infatti significa che l’importo della rata da restituire non può essere di valore superiore ad 1/5 (un quinto – 20%) dello stipendio o della pensione percepita. Inoltre una delle caratteristiche del prestito INPDAP è che la rata è costante nel tempo e non risente di sbalzi.

Quali sono le tipologie di Prestito INPDAP?

Due sono le tipologie di prestito INPDAP a cui è possibile accedere e sono:

  • Prestito INPDAP erogato dall’INPS attraverso il Fondo Credito
  • Prestito INPDAP erogato dalla banca o da qualsiasi altro istituto di credito abilitato

Inoltre, per essere più precisi e chiari nei confronti di chi ci legge, esistono altre due categorie e cioè i prestiti di piccola entità (piccolo prestito INPDAP) e di breve durata sia prestiti di più lunga durata e di più ampio impegno economico.

Cosa significa Piccolo Prestito?

Con il termine Piccolo Prestito Gestione Pubblica, si intende un prestito INPDAP dalla durata breve, di solito da 1 a 4/5 anni e la sua caratteristica è che viene emesso direttamente dall’INPS.

Chi può accedere a questa tipologia di finanziamento?

Possono accedere a questa tipologia di finanziamento sia i dipendenti che i pensionati del settore pubblico che però siano iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Il piccolo prestito INPDAP è di fatto un prestito personale e quindi il denaro richiesto ed erogato è possibile utilizzarlo come si crede.

Qual è il tasso di interesse per il prestito INPDAP?

Nel 2017, il TAN applicato è fissato al 4,25% e la rata mensile risulta costante.
Al TAN (tasso annuo nominale) va aggiunto il TAEG (tasso annuo effettivo globale) e per aiutarvi a calcolare il TAEG è sufficiente aggiungere lo 0,5%.
Questo mezzo punto percentuale copre tutte le spese di amministrazione ed il Premio Fondo Rischi.
Tale valore varia a seconda dell’età del richiedente, cresce al crescere dell’età e dalla durata dei prestiti INPDAP richiesti.

L’importo ottenibile, come sempre o quasi, dipende dall’entità del proprio stipendio o della propria pensione mensile e dal fatto che siano già in essere mutui od altre forme di finanziamento. Trattandosi inoltre di restituzione del prestito tramite la cessione del quinto, la rata non potrà essere maggiore del 20% del valore dello stipendio o della pensione percepiti.

Essendo un piccolo prestito, l’importo sarà ovviamente contenuto, ed a tal proposito è possibile richiedere l’erogazione di un piccolo prestito INPDAP di un importo che sia pari ad una, due, tre mensilità, da rimborsare in 12, 24, 36 o 48 mesi.

Nel momento in cui, in fase di richiesta di un piccolo prestito, il richiedente non abbia in corso altre trattenute sulla busta paga, è possibile richiedere l’erogazione di una somma pari a due, quattro e sei mensilità. In gergo tecnico si parla di erogazione del prestito in doppia mensilità.

Cos’è il Prestito Pluriennale Diretto?

Il Prestito Pluriennale Diretto è una tipologia di prestito erogato direttamente dall’INPS e rivolto ai dipendenti pubblici ex INPDAP. Fra i requisiti richiesti per l’accesso a questa forma di credito vi sono:

  • la necessità di essere assunti con un contratto a tempo indeterminato
  • Iscrizione obbligatoria alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
  • Quattro anni di anzianità lavorativa utile alla pensione e quattro anni di versamenti contributivi alla Gestione Unitaria.

Se il lavoratore è assunto a tempo indeterminato con un contratto di almeno 3 anni, può ottenere il prestito prestando solo una garanzia attraverso la cessione del TFR (a solo titolo di garanzia!). Da ricordare che il prestito INPDAP non può superare la durata del contratto.
Caratterizzato da una durata pluriennale solitamente di 5 o 10 anni ed è un prestito con una finalità, cioè deve essere usato per finanziare l’acquisto di un bene o servizio ben precisi.

Esiste perciò un prontuario nel quale sono scritte le motivazioni per le quali risulti possibile accedere a questa tipologia di credito. I più ricorrenti sono l’acquisto di una casa, la ristrutturazione della stessa, l’acquisto di un’ auto, accesso a cure odontoiatriche, spese di matrimonio, nascita del figlio ecc…

Questa tipologia di prestito gode di un tasso molto vantaggioso (3,5%), a cui è necessario sempre aggiungere le spese amministrative conteggiate in uno 0,5% ed il premio fondo rischi.
Il piccolo prestito INPDAP della durata di cinque anni va rimborsato in 60 rate mensili, mentre quello della durata di 10 anni in 120 rate mensili.

Prestito Pluriennale Garantito: cos’è e come funziona.

Il prestito pluriennale viene erogato dalla banca o da una finanziaria convenzionata con l’INPDAP.

Sono garantiti ed infatti, è possibile beneficiare della garanzia offerta da INPS che copre i rischi di morte, perdita del lavoro o riduzione dello stipendio del richiedente.
Tutti i dipendenti pubblici e statali iscritti alla Gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali possono richiedere l’erogazione di un prestito INPDAP a patto che siano ancora in servizio e che abbiano maturato almeno quattro anni di servizio utili alla pensione dimezzati a due nel caso il richiedente faccia parte dei mutilati di guerra, decorati al valore militare o invalidi.

La caratteristica principale di questi prestiti è la restituzione attraverso la cessione di un quinto dello stipendio e, come detto poche righe più sopra, il rimborso attraverso l’applicazione trattenute mensili in busta paga.
Il tasso di interesse varia a seconda dell’istituto di credito che eroga il prestito. Per valutare la convenienza del prestito, si consiglia di controllare sempre il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, che indica il costo effettivo del prestito. Potete farlo cliccando qui.

A differenza degli altri prestiti erogati e gestiti direttamente da INPS, è necessario calcolare in aggiunta agli interessi e alle spese amministrative da rimborsare alla banca o alla finanziaria che eroga il prestito, il pagamento all’INPS delle spese di amministrazione (0,5%) e del premio per il rischio di insolvenza, che viene conteggiato in percentuale (1,5% in caso di durata quinquennale e 3% in caso di durata decennale).
Nel caso in cui il richiedente, al momento della richiesta, avesse più di 65 anni, le percentuali aumentano di poco: dall’ 1,5% al 2% e dal 3% al 4%.

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